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PATANJALI

Dal RAJA YOGA, che in Patanjali ha il suo autorevole codificatore, la R.Y.E. trae ispirazione per proporre, ad usum delphini, pratiche ed atteggiamenti rivolti agli studenti in genere, tenendo naturalmente conto delle esigenze e delle situazioni di ogni fascia di età.

Delle otto membra dell’ASTANGA YOGA, la R.Y.E. fa riferimento in particolare alle prime sei (per un approfondimento a questo riguardo si rimanda alle indicazioni bibliografiche).

1. Yama. Il rapporto con gli altri. In relazione alle norme di corretto comportamento che regolano i rapporti con gli altri, la R.Y.E. sottolinea i principi che armonizzano le dinamiche relazioni del vivere insieme: la non violenza, il rispetto della verità e della proprietà altrui, l’attitudine alla generosità, l’invito alla moderazione, intesa in senso generale come astensione da qualsiasi forma di eccesso.

2. Niyama. Il rapporto con se stessi. Dalle norme volte al raggiungimento di un sano stile di vita, si traggono suggerimenti mirati al rispetto e alla pulizia della propria " casa": è un richiamo alla corretta igiene del corpo, ad una sana alimentazione, all’eliminazione delle tossine (anche psicologiche, attraverso la formulazione di pensieri positivi).

3. Asana. La consapevolezza del corpo. Sia in palestra che in classe vengono in particolare raccomandate le posizione che mantengono in buona salute la colonna vertebrale, che allungano dolcemente la muscolatura posteriore e che tonificano la muscolatura addominale. Ampio spazio viene riservato, specialmente con i più piccoli, alle posizioni che si ispirano al regno della natura. Quest’area di lavoro viene definita dalla R.Y.E. operazione dorso dritto.

4. Pranayama. La coscienza del respiro. Attraverso l’esperienza diretta si promuove nell’alunno la consapevolezza del respiro, dei suoi ritmi, giungendo progressivamente a riconoscere il legame fra respiro e stato della mente.

5. Pratyahara. Il "ritiro dei sensi". viene proposto come mezzo per mantenere, in una condizione di vigile rilassamento, la mente calma, anche in situazioni oggettivamente disturbanti: se nella strada vicina alla palestra ci sono dei lavori in corso, si può arrivare a non sentirli, mantenendo l’attenzione a quello che si sta facendo. È anche un momento di rilassamento, indispensabile per "ripulire" corpo e mente, naturalmente adattato all’età dello studente.

6. Dharana. La concentrazione. intesa come attenzione senza tensione può essere stimolata attraverso supporti specifici (yantra, mandala, trataka), ma è comunque risultato globale di una particolare sinergia scaturita da tutte le tappe precedenti.

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Associazione RYE Italiana Lido di Venezia
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